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Estremi:
Cassazione civile, 2020,
  • Fatto

    RILEVATO

    che la Corte territoriale di Firenze, con sentenza pubblicata il 24.9.2015, ha respinto l'appello principale interposto da Telecom Italia S.p.A., nei confronti di D.M.G., avverso la pronunzia del Tribunale della stessa sede che aveva parzialmente accolto il ricorso con il quale il lavoratore - dipendente della predetta società sin dal 1999, con inquadramento nel 5 livello e con il compito di Key Account - aveva chiesto, tra l'altro, che fosse accertato e dichiarato il proprio diritto all'inquadramento nella categoria professionale di 7 livello e, conseguentemente, il diritto al relativo trattamento economico, oltre al risarcimento dei danni patiti a causa della dedotta dequalificazione;

    che, in parziale accoglimento dell'appello incidentale interposto dal D.M., la Corte ha, altresì, accertato che la qualifica di 7 livello deve avere decorrenza dall'1.7.2008 ed ha stabilito, invece, la decorrenza delle differenze retributive, riconosciute con la sentenza di primo grado, dall'1.4.2008, poichè il lavoratore ha svolto, sin da tale ultima data, le dedotte mansioni superiori, definitivamente acquisite, ai sensi dell'art. 2103 c.c., una volta decorsi tre mesi dalla predetta data;

    che, per la cassazione della sentenza, ricorre Telecom Italia S.p.A. articolando un motivo, cui resiste con controricorso D.M.G.;

    che sono state depositate memorie nell'interesse di entrambe le parti;

    che il P.G. non ha formulato richieste.

  • Diritto

    CONSIDERATO

    che, con il ricorso, si censura la violazione e falsa applicazione degli artt. 2103,1362 e 1363 c.c. e dell'art. 23 del Contratto Collettivo 23.10.2009 per il personale esercente i servizi di telecomunicazione, in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 e si lamenta che la Corte distrettuale non abbia tenuto conto, nell'ambito del citato contratto collettivo, delle declaratorie dei livelli e della descrizione delle diverse mansioni di ciascuna delle posizioni di lavoro proprie dei singoli livelli, e che non abbia effettuato il raffronto dei risultati di tali indagini, come da costante giurisprudenza; in particolare, si deduce che, nella sentenza impugnata, non si dà conto della differenza sostanziale che intercorre tra un NKA (che ha una professionalità commerciale) ed un Product Manager (che, invece, dovendo ideare nuovi prodotti, ha una professionalità tecnica), nè che l'impiegato di 7 livello si caratterizza per la conduzione e controllo di rilevanti unità organizzative, mentre, per quanto è emerso dall'istruttoria, il D.M. si avvaleva di un addetto al lavoro burocratico di inserimento dati al terminale; pertanto, a parere della società ricorrente, la professionalità più prossima a quella di un NKA è quella del venditore (che rientra nel 5 livello), mentre la riconducibilità al 7^ livello risulta esclusa dalla relativa declaratoria (caratterizzata dalla conduzione e dal controllo di rilevanti unità organizzative ovvero dal fornire contributi professionali a carattere progettuale innovativo di particolare complessità ed alta specializzazione); invece, l'assimilazione delle mansioni di un NKA a quelle di un Product Manager, erroneamente operata dai giudici di merito, anzichè a quelle di un venditore (5 livello), è derivata da una non condivisibile interpretazione della declaratoria di 7 livello che ha condotto i giudici a scindere inspiegabilmente i compiti descritti nella detta declaratoria, senza considerare che...

Correlazioni:

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