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Estremi:
Cassazione civile, 2000,
  • Fatto

    Svolgimento del processo

    Con ricorso al Pretore del lavoro di Brescia Crisci Loredana, premesso di aver lavorato alle dipendenze della Ristoro s.n c. dal 23.3.1993 al 23.3.1994 in qualità di cameriera, chiedeva la condanna della convenuta al pagamento di differenze retributive, oltre accessori.

    Costituitasi la società ed espletata l'istruzione, il Pretore, con sentenza del 27.5.1996, accoglieva parzialmente la domanda e condannava la convenuta al pagamento della somma di lire 8.781.306.

    Detta sentenza veniva impugnata dalla soc. Ristoro in via principale e dalla lavoratrice in via incidentale.

    Il Tribunale di Brescia, con sentenza del 4.11.1997, rigettava entrambi gli appelli. Per la parte che qui ancora interessa i giudici del gravame osservavano che, sulla scorta delle prove raccolte nel corso del primo giudizio, alla lavoratrice andava riconosciuta la qualifica di cameriera e l'inquadramento nel 5 livello del CCNL per i dipendenti dei pubblici esercizi minori, mentre doveva ritenersi congrua la somma liquidata dal Pretore per differenze retributive, posto che la liquidazione dei crediti del lavoratore deve essere effettuata al lordo di ritenute contributive e fiscali.

    Avverso detta sentenza la società ha proposto ricorso per cassazione. sostenuto da tre motivi e illustrato da "memoria".

    L'intimata ha resistito con controricorso.

  • Diritto

    Motivi della decisione

    Con il primo motivo la ricorrente denuncia violazione degli articoli 116 c.p.c., 2721 e 2103 c.c. nonché insufficiente e contraddittoria motivazione e lamenta l'errata valutazione da parte del Tribunale delle prove testimoniali, oltre che l'omessa considerazione di alcune testimonianze favorevoli alla società, per quanto concerne le mansioni svolte dalla lavoratrice.

    Con il secondo motivo, denunciando violazione degli articoli 2099, 2114 e 2115 c.c. oltre che omessa insufficiente e contraddittoria motivazione, la ricorrente, premesso di aver provveduto al versamento dei contributi previdenziali in favore della Crisci a norma dell'art. 2 del D.L. 23.10.1996 n. 538, lamenta che il Tribunale, confermando sul punto la sentenza pretorile, ha condannato il datore di lavoro a pagare una seconda volta gli stessi contributi, nonché a versare alla Crisci quanto dovuto all'amministrazione finanziaria per ritenute fiscali sugli importi retributivi. Deduce altresì carenza di legittimazione da parte della lavoratrice a pretendere quanto spettante per contribuzioni previdenziali e ritenute fiscali, atteso che i soggetti creditori di tali somme sono lo Stato e gli enti previdenziali.

    Con il terzo motivo, denunciando violazione degli articoli 91 e 92 c.p.c., la ricorrente lamenta che il Tribunale ha confermato la sentenza del Pretore anche per quel che riguarda la condanna alle spese del giudizio di primo grado, malgrado la domanda della Crisci fosse stata accolta solo in parte.

    Il primo motivo di ricorso, con il quale ci si duole della valutazione delle prove testimoniali fatta dal Tribunale in ordine alle mansioni svolte dalla lavoratrice, è infondato.

    Al riguardo deve essere qui richiamato e ribadito il principio secondo cui la valutazione dei fatti e delle prove testimoniali, come la scelta, tra...

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